Grande successo di partecipanti per il workshop fotografico organizzato da Art Revolution e Ordine Architetti

Una lectio magistralis, tenuta da Francesco Ferla presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, e la consegna degli attestati di partecipazione, hanno concluso il workshop fotografico “Visioni fotografiche dell’architettura messinese”, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Art Revolution insieme all’Ordine degli architetti P.P.C. della Provincia di Messina.

Il Workshop itinerante si è snodato in tre intense giornate che, dopo una lezione teorica – introduttiva alla fotografia architettonica – presso la sede dell’ordine degli architetti, hanno impegnato i partecipanti, armati di macchine fotografiche treppiedi ed obiettivi, in un tour cittadino per immortalare alcune delle architetture di Messina.

Il percorso culturale ha toccato la suggestiva chiesa gotica, unica in Sicilia, Santa Maria Alemanna ed il Complesso Monumentale del Palazzo del Monte di Pietà; la chiesa di San Francesco all’Immacolata, che è stata il primo tempio dell’ordine francescano in Sicilia, e la Cattedrale, qui, gli scatti fotografici sono stati accompagnati dal suono del suo maestoso organo, uno dei più grandi d’Europa. Il percorso è proseguito verso il Santuario di Santa Maria di Montalto ed il Sacrario di Cristo Re, quest’ultimo affascinante esempio delle stratificazioni storiche di Messina; ed ancora, la chiesa Maria Santissima Annunziata dei Catalani, edificata nel XIII secolo sui resti di un tempio classico dedicato a Nettuno e, dopo qualche scatto alle due delle cosiddette Quattro Fontane di via Cardines, è stato immortalato l’elegante Foyer del Teatro Vittorio Emanuele. Alla fine di via Primo Settembre, nell’atrio del numero civico 171, è stato possibile fotografare i resti, ivi inglobati, dell’antico ingresso della chiesa di Santa Maria del Graffeo, importante edificio chiesastico di rito greco-latino. L’ultima giornata del workshop è stata dedicata al Gran Camposanto, uno dei più importanti cimiteri monumentali d’Europa e, insieme a quello genovese di Staglieno, il cimitero monumentale più artistico d’Italia. L’attività fotografica del workshop non è stata fine a sé stessa, giacchè gli scatti dei corsisti saranno selezionati per confluire in una mostra ed in un video che l’Autorità Portuale sottoporrà ai concessionari dei terminal di Messina e Milazzo ed alle compagnie croceristiche, al fine di realizzare un “album fotografico” del nostro patrimonio, o meglio, di una parte di esso.

Una trentina i foto-amatori che hanno partecipato all’iniziativa e che hanno avuto il piacere di essere guidati da Francesco Ferla, architetto e digital artist di fama internazionale ma rigorosamente ed orgogliosamente siciliano. Nei suoi scatti fotografici, rielaborati digitalmente, ha trovato una sua identificativa cifra stilistica nell’astrazione grafica dei monumenti che, isolati dal contesto reale ed immersi in cieli plumbei, creando un’atmosfera onirica, emergono nella loro potente bellezza; e nella temperatura cromatica dei suoi lavori si percepisce quella malinconia tutta siciliana, sempre latente sotto quel sole che è simbolo di questa terra.

Francesco Ferla, in queste giornate, con simpatia e sensibilità, ha messo a disposizione il suo talento e la sua professionalità; tuttavia- omettendo la “disputa” sul genere dell’arancinO – il suo più importante suggerimento, esulando da consigli meramente tecnici, è stato quello di riuscire a guardare Messina con nuovi occhi: “Confrontarsi con Messina è davvero un’esperienza emotiva complessa. Quando in una città crollano i palazzi per un terremoto, la gente può ricostruire. Ma quando muoiono tutti avvengono trasformazioni profonde perchè con le persone si perde il patrimonio immateriale. L’identità del passato glorioso si è annebbiata, e la nuova identità deve essere generata. E, in questo dolore di fondo, cosa fare? Raccogliere i cocci, quello che si può, del proprio passato, e pensare che anche se è una pallidissima immagine di quella importanza perduta, questi cocci sono importanti e vitali. E quella chiesa, che ha solo pochi frammenti integri, è importante e preziosa, è più importante di qualunque cosa e lo sforzo culturale è quello di cominciare ad amarla per quello che è, perché questo passaggio, se avviene, è creazione di nuova bellezza. Che è come quando cominci a non coprire più le cicatrici di un incidente, ad accettare sul tuo corpo quel taglio E queste chiese messinesi, pur mutilate, a tratti spogliate, denudate, mi sono sembrate bellissime; nella grande dignità c’è tanta bellezza. Messina, città che mi ha accolto, si è lasciata scoprire, con gentilezza, con stile. Il calore umano va oltre l’architettura, le decorazioni, i riflessi, le opere d’arte. Non c’entra nulla l’arte, ed è proprio una dimensione diversa. E più passa il tempo, più mi convinco che la bellezza vera della Sicilia non sono le infinite cattedrali, ma la qualità umana dell’accoglienza, che è una sfera della cultura che non si può tradurre in parole, fotografie, scritture, perché sarebbe sempre un pallido riflesso, di questa bellezza. La vera bellezza della Sicilia è immateriale.”

Giovanna Croce

I PARTECIPANTI:

1) ADDESI ROCCO
2) AMATO ERNESTO
3) ANASTASI GRAZIELLA
4) BONINA FILIPPO ELIO
5) BORROMETI ENRICO
6) CAMARDA GIUSEPPE
7) CANNAO’ ADRIANA
8) COCUCCIO ANTONELLA
9) CROCE’ GIOVANNA
10) CUCE’ CAFEO DANIELA
11) DOLCEZZA MARIA GIOVANNA
12) DOLCEZZA SEBASTIANA
13) GIAMMILLARO LUCIA
14) GIAMPORCARO ANNA
15) LAMBERTO AMELIA
16) LANZO MELISSA
17) LUVARA’ ROCCO
18) MAGNOLI DOMENICO
19) MAZZAGATTI ANTONELLA
20) MERENDA ALESSIO PIETRO
21) MIDILI ROSSELLA
22) MINISI GIORGIA
23) OTERI MARIA LYNN
24) PANDAROLA GIUSEPPA EMANUELA
25) PERGOLIZZI PAOLO
26) RIZZUTI DANIELE
27) RUSSO SALVATORE
28) RUVOLO SILVIO
29) SCAVELLO GIUSEPPE
30) SEPP MARION
31) TORREGROSSA FRANCESCO
32) TORRESI VITTORIO
33) TUZZA SAMUEL
34) VICARI AVERSA CLARA STELLA