Al via l’ Undicesima edizione del Congresso Multidisciplinare dell’Osservatorio di Antropologia Cognitiva ed evoluzionistica “ Archetipi e Territorio” incentrato sulla cura del mondo e del domani

Si è svolta presso la sede del Centro Camelot, alla Cittadella Sanitaria, la conferenza di presentazione della undicesima edizione del Congresso Multidisciplinare promosso dall’Osservatorio di Antropologia cognitiva ed evoluzionistica Archetipi e Territorio, presieduto dal dott. Giuseppe Mento, neurologo del dipartimento di neuroscienze del Policlinico Universitario di Messina.

Il tema sul quale si confronteranno insigni relatori appartenenti a diverse aree disciplinari, sarà : ““IL DOMANI CHE COMINCIA OGGI . PRENDIAMOCI CURA DEL MONDO. ECONOMIA, CULTURA ED AMBIENTE “Ad illustrare il programma della tre giorni di lavori scientifici, l’avv. Silvana Paratore che presenterà la Cerimonia Inaugurale del Congresso che si svolgerà giorno 10 settembre alle ore 17:30 al Museo etnoantropologico S. Salvatore di Mandanici. Incisivo il monito al rispetto della normativa anticovid che sarà osservata nello svolgimento del Congresso Multidisciplinare. Curata nei dettagli sarà anche la prestigiosa cerimonia di consegna del Premio Raoul Di Perri 2021 per l’arte,la scienza e la cultura assegnato quest’anno al prof. Achille Patrizio Caputi professore emerito di farmacologia .

Interessante il contributo del promotore del Congresso dott. Mento che ha ricordato la figura dello scienziato in neuroscienze prof. John Allan Hobson emerito di psichiatria alla Harvard Medical School recentemente scomparso in Vermont, direttore di uno dei più avanzati laboratori di ricerca sul sonno a cui sarà dedicata la undicesima edizione della imponente manifestazione scientifica. Al prof. Hobson presenza costante negli anni dell’Osservatorio Archetipi e Territorio si devono ricerche e studi sul tronco cerebrale, sul sonno Rem e sui meccanismi neurofisiologici che generano l’attività onirica.Il dott. Giuseppe Mento ha aggiunto come in questo momento di crisi epocale caratterizzato da urgenze umanitarie, economiche e ambientali la pandemia ha ulteriormente accelerato i processi di trasformazione nel pianeta alterando la percezione del tempo presente nel contesto degli eventi della storia. La pandemia ha messo a dura prova le funzioni neurocognitive e psichiche di tutti creando incertezze, timori e nuove povertà. 

A porgere i saluti, in conferenza stampa, il dott. Matteo Allone, psichiatra,  Direttore del Centro Camelot Messina e presidente dell’associazione il Centauro Onlus .A seguire è intervenuto il dott. Marco Xerra direttore del modulo dipartimentale Messina Nord che ha portato i saluti del dott. Gaspare Motta e ha sottolineato l’importanza di prendere in cura se stessi lasciando da parte gli egoismi interpersonali e la cultura dell’apparire e dell’effimero.  Cenni sulla relazione che cureranno nella tre giorni di eventi sono stati esposti dalla prof.ssa Giusy Furnari Luvarà che ha ribadito la valenza della continuità nel tempo di una linea culturale che contraddistingue l’evento di Mandanici e l’importanza di creare una nuova etica rispondente alle trasformazioni attuali del nostro mondo; la prof.ssa Laura Laboccetta che ha espresso un plauso all’organizzazione con l’augurio che possa avere il quorum che merita negli anni. Infine sono intervenuti il prof. Giuseppe Ruggeri che ha affermato l’importanza della memoria storica dei processi di evoluzione cognitiva portando ad esempio i grandi eventi pandemici nel tempo come possibilità di rinnovamento della coscienza collettiva ed il prof. Cosimo Inferrera che ha sostenuto come il tema centrale di queste giornate trova un denominatore comune nel bisogno di libertà che non è una definizione ma una libertà di contesto e di rapporti come attualmente ripropone la commissione europea e l’Alto rappresentante che lanciano la nuova agenda dell’Unione europea 2021/2027 per il rafforzamento delle attività dei partner meridionali.