Emergenza abitativa: nota del Fronte Popolare Autorganizzato-SI COBAS

Dopo la manifestazione pacifica del 14 agosto da  parte di  una delegazione di famiglie in emergenza abitativa, giunge la seguente nota del Fronte Popolare Autorganizzato-SI COBAS:

“Martedì 14 Agosto, c’è stata una manifestazione pacifica al Comune di Messina da parte di una delegazione di famiglie in emergenza abitativa e delle zone baraccate insieme al Sindacato Fronte Popolare Autorganizzato – SI Cobas Messina.
L’intenzione era quella di incontro/ confronto col Sindaco, giusto per far sentire un peso, visto che il 31 luglio scorso abbiamo protocollato una richiesta per un tavolo tecnico urgente, ma la Giunta De luca, ha proprio ignorato la nostra richiesta. Premettiamo che la loro mancanza di considerazione non ci ha fatto rassegnare, anzi! tutt’altro.
Durante la mattinata, non abbiamo potuto fare a meno di analizzare il clima repressivo che si respira a Palazzo Zanca, vigili che fanno processi alle intenzioni, minacce di denuncie ed arresti per chi espone uno striscione o una bandiera, ci è stato impedito letteralmente l’accesso al Comune, tranne che per la Coordinatrice Provinciale del Sindacato, la quale non è stata ricevuta da De Luca, bensì, dal nucleo sicurezza del Sindaco, che ha preso nota del recapito telefonico ed ha promesso un incontro per la prima settimana di Settembre.
Ormai molti conoscono le problematiche che trattiamo, e tutti sanno delle conseguenze sfortunate di uno sfratto, e di chi vive in disagio abitativo. Sono questioni gravi, che se protratte nel tempo, si aggravano sempre di più… pertanto, non possono certamente essere ignorate.
Al Sindaco De Luca, non biasimiamo il suo impegno, anzi! crediamo che nessuno possa metterlo in dubbio, ma crediamo altresì che nella sua eccessiva necessità di dimostrare la sua grandezza, potrebbe sfuggirgli di mano qualche priorità o ragionevolezza.
Pertanto, in attesa dell’ ipotetico incontro nella prima settimana di Settembre, il Fronte Popolare Autorganizzato – SI Cobas Messina organizzerà delle assemblea e dei volantini informativi in tutte le baraccopoli di Messina, affinché ogni abitante abbia gli strumenti di consapevolezza per vigilare su tutto il processo di sbaraccamento che sarà avviato da fine Settembre a fine Dicembre 2018. Contrariamente a quanto qualcuno crede, la nostra azione politica attuale, non è di protesta, ma bensì è volontà di confronto e chiarezza di intenti al fine di rassicurare il popolo, che di fronte ad un cambiamento così importante, non può e non deve rimanere passivo.
Vogliamo ricordare al Sindaco che l’emergenza abitativa non si conclude nelle baraccopoli, pertanto ribadiamo che a fine Maggio scorso si è chiuso il Bando E.r.p., circa 1000 domande pervenute su 25 alloggi disponibili. Ad oggi, al Dipartimento Politiche per la Casa, non è stata avviata alcuna valutazione delle domande al fine di stilare una graduatoria.
Questi gravi ritardi ingiustificati, infrangono quel barlume di speranza che le Istituzioni possano rispondere ai bisogni dei cittadini, inducendo chi è in condizioni di disagio economico e abitativo ad autorganizzarsi. Ricordiamo inoltre la richiesta di un ampliamento di organico al dipartimento politiche per la casa, al fine di accellerare tutte le scadenze.
Un altra delle proposte che sta alla base delle soluzioni per chi vuole occuparsi in maniera efficace di Politiche per la Casa, è il censimento. Pertanto abbiamo proposto di avviare una Conferenza di Servizi con Prefettura, Enel, Amam, IACP, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Demanio, Assessore e Dipartimento Politiche per la Casa e O.O.S.S. per un censimento approfondito e l’avvio di controlli incrociati di tutti gli immobili sfitti privati e pubblici nella Provincia di Messina.
Le rivendicazioni della nostra piattaforma sono tantissime. Tutte atte al rispetto dei diritti altrui e del benessere ambientale.
A chi sta pensando di svilire e boicottare il nostro operato, così come sta già accadendo nelle baraccopoli, da parte di personaggi vicini a De Luca, rispondiamo di fare attenzione! Primo perché le loro aspettative potrebbero rimanere deluse, e le promesse infrante, in più potrebbero ritrovarsi di fronte all’Ira di un popolo ingannato a cui gli è stato impedito semplicemente di vigilare per una loro garanzia.

‘Un passo indietro neanche per prendere la rincorsa'”