Il Palazzo dei Cavalieri di Malta a Rodì Milici

Nel 400 il gotico in Sicilia è “tardo” o “fiammeggiante” e proviene dal levante spagnolo. Al contrario del resto d’Europa non svetta in altezza, tutt’altro. L’arco è ribassato e in alcuni casi si trasforma in architrave orizzontale.

In quasi tutte le città siciliane si costruiscono, con minore preoccupazione difensiva, case più aperte alla socialità. Attraverso un ampio ingresso, da cui possono passare anche le carrozze, ci si immette in un patio su cui affacciano magazzini o botteghe. La scala scoperta (escalera descubierta) porta al piano nobile e una scala interna in legno conduce alle abitazioni della servitù all’ultimo piano.

Molto spesso i pati sono di epoca sveva e vengono ingentiliti da forme gotico-catalane (Palazzo Bellomo), in altri casi vengono realizzati ex novo unendo più lotti irregolari di tipo medievale, come nel caso di Siracusa, sede della Camera Reginale, dove per incentivare e controllare le nuove costruzioni, la regina Maria d’Aragona approvava un progetto di legge che concedeva il diritto di esproprio per costruire un palazzo, o semplicemente per “extendere, ampliare et pulchrifacere” uno già costruito.

Il Palazzo dei Cavalieri di Malta a Rodì Milici presenta molte di queste caratteristiche ma il portale principale è “gotico catalano durazzesco“, uno stile importato dalla Campania dove, ai tempi della dinastia durazzesca, intagliatori e lapicidi catalani lavoravano fianco a fianco con artisti toscani alle prime armi col “rinascimento” e davano vita ad archi inquadrati in una cornice partente da un certo punto del piedritto. Uno stile che, grazie alla vicinanza con la penisola, in Sicilia si diffondeva soprattutto a Messina e in provincia, in special modo a Taormina.

Michele Palamara

durazzo2

durazzo