Inceneritore: adesso c’è il no secco di Musumeci

L’incontro di ieri con il Presidente Musumeci sulla questione dell’inceneritore del Mela ha centrato l’obiettivo di coinvolgere la Regione nella partita contro ilprogetto.

Il Presidente Musumeci ha infatti promesso di intervenire in ogni sede opportuna a fianco dei cittadini e delle amministrazioni locali in questa battaglia. Ma soprattutto ha già inviato  al Governo centrale la posizione ufficiale di contrarietà della Regione.

Un altro punto a nostro favore quindi – scrive in una nota il comitato – ottenuto grazie all’impegno del Movimento contro l’inceneritore e dei Sindaci della Valle del Mela, che da mesi sollecitavano questo incontro con Musumeci, ma anche grazie ai 10 mila cittadini che il 28 Gennaio scorso hanno riempito le strade di Milazzo per dire NO all’inceneritore, nella più imponente manifestazione mai vista in zona.

Certo questo non basta per poter dire che il pericolo dell’inceneritore è scampato. Ricordiamo infatti che la decisione spetta a Roma e che potrebbe anche essere presa dal Governo Gentiloni ancora in carica.

All’incontro di ieri sull’inceneritore stavolta non ha partecipato il Sindaco di Milazzo Giovanni Formica, che oggi invece incontrerà i vertici della RAM ed i sindacati sulla questione dell’AIA della Raffineria.

Ogni confronto che ha l’obiettivo di trovare soluzioni condivise tra tutti gli interessati è sempre legittimo ed auspicabile, ma non possiamo non esprimere il nostro disappunto per il fatto che questo avvenga a porte chiuse, escludendo non solo la cittadinanza, ma anche le associazioni o i comitati come il nostro che sono intervenuti direttamente nella procedura in questione, con puntuali osservazioni.

Abbiamo apprezzato il fatto che il Sindaco di Milazzo ed il Commissario di San Filippo del Mela abbiano espresso, all’interno del riesame dell’AIA, prescrizioni per tutelare la salute pubblica. Ma le modalità di questo incontro con la controparte, che ha fatto ricorso contro tali prescrizioni, potrebbero facilmente far venire il sospetto (speriamo non corrispondente al vero) della possibilità di un colpo di spugna o di qualche passo indietro.

Ricordiamo infatti che il riesame dell’AIA della Raffineria è ancora in corso.

 

La strategia dell’azienda potrebbe essere ancora una volta quella di utilizzare il ricatto occupazionale per evitare di ambientalizzare gli impianti. Avremmo voluto partecipare all’incontro per ribadire che la tutela della Salute non è ricattabile. I lavoratori non possono essere utilizzati come scudi umani per evitare di garantire il diritto di tutti i cittadini a vivere in un ambiente salubre e anche il diritto dei lavoratori stessi di non essere esposti ad eccessivi rischi.

 

La legge conferisce ai Sindaci la responsabilità di tutelare la salute pubblica nelle procedure autorizzative dei grandi impianti industriali. In determinati contesti, specie se già, come nel caso della Valle del Mela, sono documentate preoccupanti criticità sanitarie, vi è l’esigenza di garantire una maggior tutela della salute pubblica con prescrizioni più restrittive dei generali limiti di legge. Prescrizioni che potrebbero essere garantite innanzitutto applicando tecnologie migliori, che permetterebbero una drastica riduzione dell’inquinamento e dei rischi per la salute.

Invece di fare ricorso, la Raffineria dovrebbe semplicemente implementare queste tecnologie chiedendo un tempo congruo per le necessarie modifiche, conciliando esigenze occupazionali, ambientali e sanitarie.

Non può inoltre passare in secondo piano una visione del futuro che abbandoni progressivamente questo modello industriale in favore di uno sviluppo che segua le direzione tracciata dal vigente Piano Paesaggistico, oggetto anch’esso di un altro ricorso della RAM.

Una riconversione industriale che concili lavoro, salute e valorizzazione delle vocazioni del territorio dovrebbe essere a questo punto anche un obiettivo dei sindacati più lungimiranti”.