Intervista ad Antonello Pizzimenti, autore del libro “La metafisica dell’anima”

Intervista ad Antonello Pizzimenti, autore del libro “La metafisica dell’anima”

E’ stato recentemente pubblicato il primo saggio di Antonello Pizzimenti dal titolo “La metafisica dell’anima”, un’analisi dettagliata delle opere di Giorgio de Chirico.
Il libro è un’analisi esistenziale interpretata da molteplici punti di vista, perciò ogni opera è esplicativa del profondo io e delle zone più profonde dell’inconscio.
All’autore, nato a Genova 36 anni fa e poi trasferitosi a Messina, abbiamo chiesto.

Come nasce la sua passione per De Chirico?

Ciò che mi ha spinto a redarre un libro di tale portata, e dunque ad approfondire il mio rapporto con l’artista, è frutto di alcuni ricordi che risalgono al mio periodo di scuola superiore; ho improvvisamente rispolverato alcune nozioni di storia dell’arte a distanza di molti anni dalla conclusione del mio quinquennio di scuola superiore e andai ad approfondire la biografia di De Chirico, un vero e proprio maestro del Novecento, e la sua produzione; revisionando alcune sue opere ho , in modo quasi naturale e inconscio, creato un collegamento tra i colori e gli scenari metafisici e le mie esperienze adolescenziali vissute in Genova, dove sono nato. Elemento, come archi e piazze vuote, emblema di De Chirico, sono state filtrate dal mio contatto visivo fino a divenire lo spunto essenziale per la mia opera poiché ogni singolo elemento “cittadino” inserito dall’artista, mi spingeva a riflessioni personali facendo memoria del mio transito in alcune vie principali del capoluogo ligure nel corso dei 22 anni in cui vi ho vissuto. Evidentemente l’artista ,a cui va tutta la mia stima incondizionata,ha rappresentato il trait d’union tra me e il mio passato.

Quali riflessioni ha ispirato in lei la conoscenza di De Chirico?

Conoscere le principali peculiarità dell’artista ha significato per me nascere emozionalmente e culturalmente; Socrate,uno dei più importanti filosofi della Grecia antica per tradizione, introdusse il concetto di maieutica, anche riferendosi al mestiere di ostetrica svolto dalla madre;in pratica, egli sosteneva di tirare fuori dai suoi allievi tutti i pensieri e il sapere, in un’azione paragonabile  a quella di una levatrice che aiuta a venire al mondo un pargolo; dunque, parallelamente a tale preambolo,  la scoperta della corrente metafisica tramite De Chirico ha estratto da me pensieri e riflessioni fino a quel momento latenti. In altri termini, ho risvegliato una passione innata ma mai visibile ai miei sentimenti; inoltre, sottolineo un punto di contatto che risulta quasi decisivo: la madre dell’artista, Gemma Cervetto, nacque in Genova; il padre Evaristo, in Palermo: il capoluogo ligure e la Sicilia sono due luoghi molto presenti anche nella mia parabola esistenziale. Il treno, più volte richiamato nella produzione del pittore per richiamare il mestiere del padre ingegnere ferroviario, rappresenta anche il mezzo sul quale ho viaggiato molto per spostarmi nei lunghi viaggi dalla Liguria a Messina, dove sono le mie origini

Cosa le ha portato questa sua prima e importante esperienza letteraria?

Il mio libro converge tutte le mie esperienze in una testimonianza morale, quasi un tesoro di vissuti da condividere anche a volte inconsapevolmente coi miei potenziali lettori;posso sicuramente affermare che vi è un prima e un dopo nella mia vita; terminata la stesura della mia opera, ho perseverato la riflessione silenziosa e interiore su temi come l’abbandono,  concetto che ritroviamo in Arianna, soggetto di molte opere di De Chirico, oppure il treno come esaltazione del progresso, mezzo di trasporto che vince le distanze ma anche richiamo a quell’emigrazione dal sud verso le grosse mete industriali del nord che ha reso grande il nostro Paese e sicuramente più unito; mi sono soffermato anche sulla grande industrializzazione simboleggiata dalla ciminiera, un oggetto che il pittore colloca in modo perfetto nella sua produzione; tale elemento rievoca la Rivoluzione industriale, così decisiva per l’uomo, che ha avuto a disposizione mezzi di lavoro sempre più all’avanguardia coi tempi. In breve, è stata un’esperienza che ha lasciato in me un segno indelebile, travolgendomi con un  fiume di emozioni ma avvicinandosi anche in modo molto semplice e modesto.

Ha altri progetti in cantiere?

Sicuramente si, ho redatto anche alcune poesie una delle quali mi ha regalato due premi letterari; tengo a precisare che un grande sostegno saranno i miei potenziali lettori, a cui spero di regalare un’altra opera che si addentri nell’arte e le permetta di combaciare con molti altri temi disciplinari, come già è stato per “la metafisica dell’anima”, opera quasi istintiva.

redazione