L’Ultima Cena di Messina

L’Ultima Cena di Messina

Conferenze stampa, botta e risposta a mezzo stampa e via social si predispongono tra le fazioni che si contendono l’ortodossia sulla interpretazione iconologica del dipinto seicentesco di Luca GiordanoAllegoria della restituzione di Messina alla Spagna” (titolo che in lingua inglese e spagnola è reso rispettivamente con “Messina returned to Spain” trad. Messina ritorna alla Spagna e “Mesina restituida a España” trad. Messina reintegrata alla Spagna) e la cui riproduzione fotografica arreda od oltraggia – a seconda della corrente interpretativa che si segue – la Sala del Consiglio Comunale e, da qui, la querelle sul mantenimento o rimozione della suddetta copia (è bene ribadirlo che sempre di riproduzione si tratta e, per vedere lo splendido capolavoro originale di Luca Giordano bisogna andare al Museo del Prado, a Madrid).

Ma, se ci si sposta dalla Sala del Consiglio di Palazzo Zanca ad un’altra importante sala del medesimo Palazzo, ovvero Sala Giunta, ci si ritrova ad ammirare un’imponente opera, un originale del XVII secolo: l’”Ultima Cena” di Alonso Rodrìguez, pittore messinese vissuto tra il XVI ed il XVII secolo, importante interprete siciliano della pittura caravaggesca.

La solenne opera è un affresco che arricchiva le pareti del Refettorio del convento di S. Maria del Gesù Inferiore e che, negli anni ’50 del secolo scorso, fu staccata, trasferita su tela e posizionata in questa sala.

Nel 2011 fu effettuato, da parte di specialiste dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, uno studio su questo affresco che ha evidenziato la necessità di un suo pronto ed urgente restauro data la precarietà che, al di là dello studio specialistico, è tale da essere visibile a qualunque osservatore; per quanto gli unici suoi distratti osservatori sono gli inquilini di Palazzo Zanca in ben altre faccende affaccendati!

E così, mentre ci si accapiglia sul mantenere o meno una modestissima riproduzione, si lascia nella noncuranza, nell’abbandono ed al disfacimento una importante opera di un altro nostro illustre concittadino che meriterebbe ben altra attenzione e rispetto!

Giovanna Croce

redazione