Nona edizione del Congresso Multidisciplinare dell’Osservatorio di Etnoantropologia Cognitiva “ Archetipi e Territorio”

Nona edizione del Congresso Multidisciplinare dell’Osservatorio di Etnoantropologia Cognitiva “ Archetipi e Territorio”

Si è svolta presso la sede del Centro Camelot, alla Cittadella Sanitaria, la conferenza di presentazione della nona edizione del Congresso Multidisciplinare promosso dall’Osservatorio di EtnoAntropologia evoluzionistica e cognitiva Archetipi e Territorio, presieduto dal dott. Giuseppe Mento e dall’endocrinologo Giuseppe Turiano, dal titolo : “IL DESTINO, IL CASO E LA SCELTA- Essere ancora umani” . Ad illustrare il programma l’avv. Silvana Paratore che presenterà la Cerimonia Inaugurale del Congresso che si svolgerà giorno 6 settembre ore 17:00 al Museo etnoantropologico di Mandanici ed il momento della consegna del Premio Raoul Di Perri 2019 per la scienza, l’arte e la cultura quest’anno attribuito al prof.  Giuseppe Gembillo. Presente Anna Misiti, Presidente del Consiglio Comunale di Mandanici che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. A porgere i saluti, in conferenza stampa anche il dott. Matteo Allone , psichiatra, Direttore del Centro Camelot Messina e del Centauro Onlus, il dott. Angelo Marco Xerra Referente del Centro Salute Mentale Messina Nord ed il promotore della tre giorni di Mandanici, il dott. Giuseppe Mento, Neurologo del Dipartimento di Neuroscienze del Policlinico Universitario di Messina. Quest’ultimo ha sostenuto come fin dagli albori del pianeta, l’Homo Sapiens, nel corso del suo cammino evoluzionistico, ha dovuto confrontarsi con le forze della natura, i mutamenti climatici e le trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche. In particolare, attraverso  le ideologie e gli aspetti etici, morali e spirituali nei loro corsi e ricorsi storici il  Sistema Neurocognitivo ha sviluppato strategie adattative che potessero generare pace, cooperazione e sviluppo. Al Destino e al Caso, l’Umanità ha contrapposto delle competenze cognitive e comportamentali efficacissime che hanno distinto la  specie: la possibilità di scegliere! Ciò ha cambiato drasticamente la percezione del tempo e dello spazio e la comprensione dei fenomeni che avvenivano all’interno di essi. Ci ha liberato,  ha aggiunto Mento, anche se parzialmente, da oracoli, superstizioni e profezie che producevano uno stato di sottomissione dell’uomo alle incombenti paure per il futuro e probabilmente ha donato un più elevato grado di libertà a disposizione dell’individuo e della società. Su questo tema nei giorni 6, 7 e 8 settembre al Museo Etnoantropologico di Mandanici, 40 studiosi di diverse discipline si confronteranno durante la nona edizione del Congresso. A moderare i lavori della tre giorni di congresso l’avv. Silvana Paratore ed il giornalista Franco Arcovito. Intervenuti alla conferenza di presentazione taluni relatori come i prof.ri Cosimo Inferrera, Giuseppe Campione,Luigi Baldari, Marcello Aragona e la prof.ssa Giusy Furnari. Il congresso è organizzato dall’Osservatorio di etnoantropologia cognitiva in collaborazione con il Comune di Mandanici, con l’Università degli Studi di Messina, con la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Messina, col Museo Regionale di MESSINA,  col Modulo Dipartimentale di Salute Mentale Messina Milazzo, con l’Associazione “il Centauro Onlus”, con l’Archeoclub Area Jonica Messina,  e con il patrocinio dell’ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Messina, ed in gemellaggio culturale con  “Naxoslegge” Festival delle narrazioni, della lettura e del libro.

redazione