Oggi alla Scuola di Liberalismo protagonista il giornalista Davide Giacalone

Oggi pomeriggio, nell’Aulario dell’Università di Messina, protagonista della nona lezione della Scuola di Liberalismo della Fondazione Einaudi, è stato Davide Giacalone.

A coordinare i lavori il Direttore Generale della Scuola prof. Pippo Rao, che ha introdotto la relazione dal titolo “L’Europa come progetto liberale”, evidenziando la straordinaria coincidenza col 9 maggio, giorno del 1950 in cui Robert Schuman presentò il piano di cooperazione economica con cui cominciò il processo d’integrazione tra gli stati.

A contribuire al dibattito anche Edoardo Milio e Salvatore Totaro, membri del Comitato organizzatore, e l’Avv. Enzo Palumbo, membro della Commissione Giustizia della Fondazione.

Davide Giacalone, giornalista, scrittore e saggista, e Vice Presidente della Fondazione Einaudi è un’europeista convinto. Il suo libro dal titolo “Viva L’Europa viva” la dice tutta, e a sentirlo parlare nei suoi dibattiti in tv, anche i più “antieuropeisti” potrebbero cambiare idea.

Europei si nacque – sostiene -. Europeisti si era. Antieuropeisti o euroscettici lo si è diventati. Dirsi europeisti è diventato un problema, un’affermazione che desta reazioni vivaci. Taluni credono sia quasi segno di follia. E io sono europeista“.

Secondo Giacalone gli “scogli” che l’Italia, all’interno dell’Unione Europea, deve affrontare sono principalmente due: un debito pubblico molto alto, formatosi negli anni che vanno dalla Seconda Guerra Mondiale agli anni della cosiddetta Prima Repubblica. Il secondo è il lavoro, per cui “si lavora in pochi, per troppo poco tempo, per troppo pochi anni. 28 milioni di italiani ne mantengono 32″.

Giacalone, durante la sua conversazione, ha anche affrontato il tema dell’immigrazione, sostenendo che l’Italia, per crescere in Europa, ha bisogno di ben 165.000 immigrati nuovi all’anno, come, peraltro, afferma il Documento di Economia e Finanza approvato a fine aprile. “L’immigrazione è una risorsa, ma va regolata ed il rispetto della legge deve essere inflessibile“.

Certo ci sono cose che non vanno e che potrebbero andare meglio – ha detto Giacalone – ma la quantità di ricchezza che è stata possibile creare grazie all’Unione europea e all’Unione monetaria europea, e quindi anche all’euro, è imparagonabilmente più alta di qualsiasi problema che pur esiste e che andrà affrontato e risolto“.

Giacalone, oltre ad essere una delle firme più apprezzate della carta stampata, ogni mattina su RTL commenta una notizia da prima pagina.

Michele Palamara