Sfiducia al Sindaco: le riflessioni del Coordinatore Regionale dei Popolari per l’Italia Pippo Isgrò

Con una nota inviata alla stampa Pippo Isgrò, Coordinatore Regionale dei Popolari per l’Italia, fa una riflessione sulla sfiducia al Sindaco che a breve sarà discussa in Consiglio Comunale.

I Partiti, così come eravamo abituati a considerarli – esordisce Isgrò – e cioè una ‘Associazione tra persone libere, accomunate da una medesima finalità Politica, ovvero da un comune sentire sulle questioni fondamentali della gestione dello Stato, delle Regioni,dei Comuni e della Società Civile in Genere’ non esistono più”

Adesso i Consiglieri Comunali – puntualizza il rappresentante dei Popolari per l’Italia – eletti democraticamente dai cittadini con la preferenza unica, hanno l’onore e l’onere di esercitare il ‘modus’ di fare politica certamente diverso, a volte autonomo, ma ugualmente importante come l’esercizio del controllo degli atti, che era ed è un compito importante, intraprendendo tutte le azioni politiche consequenziali, necessarie e utili nell’interesse dei cittadini, e nel caso ci fossero le condizioni, presentando la mozione di sfiducia al Sindaco“.

Tutto ciò – continua il prof. Isgrò – rientra nei compiti della Democrazia partecipata. Le 17 firme, e rispondo a chi non ha condiviso i miei interventi di questi giorni,ribadisco che è stata un scelta politica coraggiosa,che ho ritenuto valida e condivisibile (se veritiera) che presumibilmente sarà presentata in aula entro e non oltre 18 di febbraio. Mi domando, se sarà una resa dei conti,non lo credo,però ci spero, che sarà una giornata storica per la democrazia e per la città: da una parte un Sindaco ‘Travicello Renato Accorinti’ che può contare solo su due rappresentanti, mentre i rimanenti 43 Consiglieri Comunali rappresentano,volenti o nolenti una città, triste, disperata, stanca e stufa di essere amministrata da un sindaco inesistente e da una giunta inefficace sia nella composizione che nella sostanza,a parte qualche eccezione. (leggasi Heller, Foti (Atm) Calabrò (Messina Ambiente) e un pochino la Ursino)”

Il Consiglio Comunale – conclude Isgrò – nel giorno più lungo del suo mandato amministrativo, avrà un compito ‘Politico difficile’ è sarà necessario uno scatto di orgoglio, perché dovrà votare, per appello nominale e rigorosamente in ordine alfabetico, mettendo la faccia e il cuore, la sfiducia al Sindaco (No Ponte e Free Tibet etc) per mandarlo definitivamente a casa, oppure disertare l’aula o votare a favore. Questa sarà l’ultima occasione che i Consiglieri Comunali avranno per riappacificarsi con la politica e potersi così finalmente riscattare dai trascorsi, non molto edificanti per alcuni, con le dovute eccezioni per gli altri, che sono stati assolti recentemente. Buon lavoro cari consiglieri comunali e abbiate la forza e il coraggio di votare la sfiducia al sindaco nel giorno più importante della vostra stagione amministrativa, al fine di liberare la città da un Sindaco Travicello e dalla sua GiuntaPer sorridere un po’e senza cattiveria alcuna, trascrivo due strofe della Poesia ‘Il RE Travicello’: ‘Calò nel suo regno con molto fracasso; le teste di legno fan sempre del chiasso; sia dato lo sfratto al Re mentecatto, si mandi in appello il Re Travicello'”.

 

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