SI COBAS: “PROSPETTIVE ZERO, ASPETTATIVE DELUSE! LA RISPOSTA RIMANE L’AUTORGANIZZAZIONE!”

SI COBAS: “PROSPETTIVE ZERO, ASPETTATIVE DELUSE! LA RISPOSTA RIMANE L’AUTORGANIZZAZIONE!”

“Venerdì scorso (26.7.19), durante l’atteso Tavolo Tecnico con la Giunta De Luca, non sono emerse le soluzioni che ci aspettavamo”. A scriverlo in una nota il SI Cobas che nei mesi scorsi aveva proposto un regolamento per le assegnazioni in regime di autorecupero di tutti quegli immobili comunali attualmente chiusi per mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, che avrebbero garantito risposta a molti dei casi di emergenza abitativa in città.
Oggi sulla base dei presupposti discussi ai tavoli precedenti – prosegue Si Cobas – ci aspettavamo una prosecuzione dei lavori. Così non è stato!!! Tutte le aspettative sono rimaste deluse. Innanzitutto al tavolo con noi c’erano solamente l’Ass. Calafiore insieme ad una funzionaria, con un brevissimo intervento del Vice Sindaco. Le soluzioni proposte a medio /lungo termine prevedevano intanto una definizione della graduatoria con un termine previsto a Novembre, poi, l intenzioni di iniziare un lavoro sul censimento degli immobili, in previsione della fondazione della Patrimonio S.p.a., inoltre, non avendo a disposizione immobili, se non 4/5 per le assegnazioni in deroga, il Comune si vorrebbe affidare ai fondi Pon Metro che prevedono soluzioni di locazione che coprirebbero i canoni per 3 anni fino all’80%, con percorsi di tirocinio nel mondo del lavoro, monitorati dai servizi sociali. Pertanto le prospettive di chi ha partecipato al Bando Erp 2018, in mancanza di alloggi, potrebbe avere come soluzione la proposta di locazione per 3 anni. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile, alla luce del fatto che un consistente numero di famiglie in emergenza abitativa che vive all’interno e non, delle strutture abitative, attendono garanzie con tempi più celeri e soluzioni stabili. Inoltre durante l’incontro è emersa la volontà di dare priorità alle famiglie che vivono nelle strutture abitative, creando disparità, discriminazione, e guerra tra poveri, con chi invece invece ha deciso di attendere e vivere nel silenzio nella propria condizione di emergenza abitativa. Pertanto riteniamo che la linea che sta passando, sia quella che CHI HA OCCUPATO, HA FATTO BENE! Quindi in assenza di risposte da parte delle istituzioni occupare è giusto, occupare è sano.
Da invisibili quali siamo, sarete costretti ad affrontare le nostre pratiche di autorganizzazione”
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redazione