Un uomo intero

Capovolgere il concetto espresso da Herbert Marcuse nel suo celebre libro “L’uomo a una dimensione“, ovvero quello di un essere umano ridotto, nella società contemporanea, alla sola condizione di “essere” produttore/consumatore; questa la concezione che anima l’azienda del “Re del cashmere”, un’impresa – oggi quotata in borsa e fondata nel 1978 nel borgo umbro di Solomeo – la cui formula, che pone al centro “l’uomo nella sua interezza e con la sua dignità morale”, si è dimostrata vincente.

Il valore di questo modo di fare impresa acquista maggior risalto in un momento storico in cui si assiste a processi di disumanizzazione anche in quegli ambiti che sarebbero deputati alla formazione ed alla salute dell’uomo e che sono stati trasformati in aziende costrette a guardare solo ai propri equilibri di bilancio ed in cui la dignità lavorativa dell’uomo è costantemente calpestata.

La capacita di saper conciliare il profitto con i valori etici, nell’ottica di un Capitalismo Umanistico fondato sul rispetto e sulla dignità morale ed anche economica sono, in estrema sintesi, i contenuti espressi nella Laudatio, declamata dal prof. Giuseppe Gembillo, docente di Storia della Filosofia dell’Ateneo peloritano, in occasione della cerimonia per il conferimento del titolo di Dottore di ricerca honoris causa in “Filosofia” all’imprenditore Brunello Cucinelli.

L’imprenditore, nell’azienda che porta il suo nome e che stupì il mercato con l’idea di colorare il cashmere, ha saputo coniugare l’amore per l’arte, la tradizione e l’artigianalità tutta italiana con quei valori umanistici che fanno parte del nostro stesso patrimonio.

Nella sua intensa Lectio doctoralis, tra ricordi personali, anche irriverenti, e significative citazioni, che hanno dato prova della grande cultura di quest’uomo, una cultura filosofica concreta, vissuta, perché praticata nella vita e nel lavoro, si è rivolto soprattutto ai giovani invitandoli a sentirsi custodi e non proprietari di ciò che ci circonda facendo del culto della bellezza e della pratica dell’etica i loro punti di riferimento ed esortandoli, soprattutto, ad essere e diventare persone perbene perché: “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente […] il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.” (Kant)

Giovanna Croce